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Gay & Bisex

LdO-08 "David"


di Membro VIP di Annunci69.it Boytofun
03.08.2026    |    1.055    |    4 7.8
""Ahia! Mi fai male! Comunque si sta facendo tardi e devo 'ricevere' ancora il povero Rob..."
Uno via l’altro.
Questo pomeriggio sono una catena di montaggio del sesso che continua a macinare corpi ed umori.
Il trucco per gustare al meglio tutti i miei giovani ospiti è quello di non venire.
Ci sarà tempo e modo in serata per sciogliere ogni tensione, per appagare finalmente questa smania che persiste, anzi monta, ad ogni assaggio.

Quando David apre la porta sono supino con gambe e braccia aperte, la testa sul cuscino leggermente rialzato.
"Eccoti finalmente: mettiti qui proprio al centro. Fatti vedere."
È un bel ragazzo, alto ma non troppo, slanciato, dai tratti maschili con un'aria di disincantato distacco che gli conferisce un fascino discreto.
Gli occhi in particolare sono bellissimi, verde-azzurro con un che di sfuggente come la barbetta leggera che, in modo non del tutto uniforme, gli copre il viso quasi a volerne proteggere la pelle chiara.
Sembra imbarazzato.

"Hai perso la lingua?"
"Per nulla. Solo che non so cosa dire e allora osservo!"
"E cosa osservi?"
"La situazione, l'ambiente, le dinamiche!"
"Ok, ok! Io invece vorrei osservare te!"
"In che senso?"
"Ad esempio potresti spogliarti molto lentamente mentre ti guardo, sarebbe stimolante!"

Si passa una mano sulla nuca facendola sinuosamente scivolare verso il collo e poi più giù verso il petto. Apre, uno ad uno, i bottoni della camicia scoprendo un busto naturalmente glabro, con un ombelico piccolo e tondo, i muscoli addominali accennati.
"Wow!" esclamo, accarezzandomi mentre lo guardo.
"Ti piaccio?"
"Molto, sembri una statua classica."
"Esagerato!"
"Dai, continua!"

Apre le braccia per sfilare le maniche con un movimento lento senza mai smettere di guardarmi negli occhi.
Resta a torso nudo di fronte a me.

"Vorrei baciarti tutto, dalla testa ai piedi!"
"Perché non lo fai?"
"Aspetto il tuo disvelamento completo, poi lo farò!"
"Un professionista non si svela mai del tutto; con la tua esperienza dovresti saperlo!"
"Vai più in basso."

Dopo aver accarezzato glutei e inguine con ampi movimenti delle mani, si cala per sfilare le scarpe che lancia, con noncuranza, verso la parete.
Pochi istanti dopo anche le calze sportive nere e i jeans seguono lo stesso percorso.
Si avvicina ulteriormente indossando solo un delizioso slip blu con elastico e cuciture nere, in rilievo; appoggia il pacco sulla pediera arrotondata del letto.
Sono arrapato: mi eccita fissare il suo paccone mentre con la mano sfioro il cazzo che è diventato duro e umido.

"Allora? Non avevi detto che volevi baciare tutto?"
Mi alzo per avvicinarmi. David si ritrae di qualche passo per appoggiarsi alla parete ed alza le braccia. "Eccomi."
Inizio a baciargli il collo partendo dal retro per indi scivolare con le labbra nell'incavo sotto il pomo d'Adamo.
La sua pelle è fresca, giovane, pulita.
Scendo verso i capezzoli, prima il sinistro poi il destro, che si sono induriti: li bacio avvolgendoli con le labbra prima di stringerli e mordicchiarli lentamente.
"Cazzo se hai voglia!"
Senza rispondere risalgo: mi piace talmente il suo odore di giovane maschio che gli bacio un'ascella per poi scendere con la lingua sul fianco e, sfiorato l'ombelico che bacio avidamente, risalire verso l'altra.
Appoggio le guance al suo torace per sentirne il calore, poi mi tuffo di nuovo giù.
Volutamente evito il pacco: voglio gustarlo dopo come sorpresa finale.
Mi abbasso infilando la testa tra le sue gambe tornite.

"Stringi!" quasi gli grido e, con il collo semibloccato dalle sue cosce, bacio tutto quello che posso: ginocchia, polpacci, provando, nella frenesia del momento, a divincolarmi da quella fantastica costrizione che mi accende sempre più.
David improvvisamente allarga le gambe e, colto alla sprovvista, perdo l'equilibrio cadendo all'indietro steso a terra.
Il contatto con il pavimento mi dà un brivido, ma non ho il tempo di rialzarmi perché lui, lesto, posa un piede sopra la pancia: avverto il contrasto tra il freddo del marmo e la sua calda pressione.
È in piedi sopra di me ad esercitare il suo pacato ma indiscusso dominio.
Sto follemente godendo ed ancora non ho toccato il suo cazzo che, con le palle tonde e piene, incombe con il suo carico proprio sopra la mia faccia.

"Vuoi il cazzo?"
"Sì, lo voglio tutto!" rispondo dimenando il collo a destra e sinistra.
"E dove la vuoi?"
"Lavami la faccia!"
"E in bocca no? Un porco come te la deve bere!"
"Oh sì! Voglio tutto!"
"Magari anche il piscio, eh? Perché sei uno schifoso!"

Noto che, senza muovere il piede dal mio sterno, ha iniziato a segarsi con ancora lo slip addosso e con una mano appoggiata al bordo del letto per mantenere l'equilibrio.

"Dai," lo incito, "fammi vedere le palle e il cazzone!"
Per un attimo toglie il piede, giusto il tempo di sfilarsi l'intimo che mi butta in faccia.
Ne assaporo, deliziato, il delicato effluvio prima di gettarlo a lato per non perdermi lo spettacolo di quella magnifica sega vissuta dal basso.
È enorme e bellissimo visto da qui, esprime potenza.
Ma non sono mai sazio, non mi basta mai.
"Dammi le palle in bocca," lo imploro, "voglio gustarle quando sono ancora piene!"
"Parli troppo, zoccola! La prossima volta facciamo facesitting fino a sfinirti!"
"No, lo voglio adesso!"
"Decido io cosa, come e quando, chiaro?" cambia tono e, senza smettere di masturbarsi, mi punisce mollando la presa, infilando con forza il ditone del piede nel culo.
"Ahia!"
"Hanno ragione gli altri, sei una figa secca. Ma imparerai!"
"Sì, tutto! Con voi, con te imparo tutto."
"Bravo, così mi piaci!" esclama prima di accelerare il movimento.

Capisco che sta per succedere e tiro fuori la lingua: il suo piede è ora un po' meno stabile su di me.
Lo scroto che vedo dal basso è come attraversato da una contrazione.
"Mmh! Sì!"
Segue uno schizzo copioso che David, con maestria, indirizza proprio verso la mia bocca semiaperta: è una pioggia di sborra calda, densa, dall'odore aspro; libero da ogni remora ne assaporo quel poco che è finito sulla lingua che poi, bramosa, percorre tutte le labbra.
Non pago, raccolgo con le dita il nettare caduto sulla fronte e sulle guance; non voglio sprecarne nemmeno una goccia tanto è buono, con il suo vago sentore di salato antico.
"Cazzo! Dovevi dirmelo che volevi mangiarla! La prossima volta te la do direttamente in bocca!"
Non ho la forza per rispondergli, preso come sono a leccarmi le dita.
Allora David, con grande generosità, si siede sopra di me e me lo offre.
"Ecco, bravo, pulisci tutto fino all'ultima goccia. Visto che ti piace così tanto, la prossima volta ti metto il culo in faccia e mi sego mentre mi lecchi il buco."
"Wow!" ho la bocca piena e riesco ad esprimere solo suoni inarticolati che, comunque, esprimono inequivocabile adesione alla sua proposta.

Restiamo qualche minuto così, con il suo sapore persistente in bocca a baciargli ancora le gambe; poi la posizione e la sensazione di freddo del pavimento iniziano a diventare scomode per entrambi.
"Sai una cosa?"
"Dimmi."
"Mi piacerebbe ancora stare disteso ad accarezzarti e a guardarti, ma sul lettone magari!"
Si rialza e tende una mano per aiutarmi.
"Grazie, ci riesco da solo!"
Sorride malizioso: "Alla tua età?"
"Prendi per il culo?"
"No, affatto: anzi, tutto sommato li porti bene i tuoi anni per essere un daddy!"
"Tu quanti anni hai?"
"24."
"Io quasi il doppio, in effetti potrei essere tuo padre!"
"Oggi è sabato, papi: devi darmi la paghetta!"
"Vieni sul lettone e ne parliamo!"

Ci stendiamo uno accanto all'altro, stesi su un fianco con il gomito puntato sul materasso a sostenere il capo.
"Allora?"
Gli sfioro il viso con un dito giocando con la sua barbetta. "Voglio baciarti!"
"Di solito non lo faccio con i clienti."
"Ne hai tanti?"
"Quanti mi servono per andare avanti: a Milano la vita è sempre più cara!"
"Lo so, ci ho vissuto per tanti anni!"
"Vedi? Abbiamo una cosa in comune. E cosa facevi?"
"Consulente finanziario, o meglio: ero l'amministratore delegato di una società di consulenza molto nota che apparteneva a mio suocero."
"Ma dai! Io sono laureato in economia e la mia ambizione è proprio quella di lavorare ad alti livelli, di fare strada e guadagnare molto... non so se capisci! Solo che..."
"Solo che i master seri costano un sacco di soldi e tu non li hai. Quindi arrotondi con lavoretti extra per costruirti un futuro all'altezza delle tue ambizioni!"
"Esatto! Che sei uno sveglio, anzi uno squalo, l'ho capito subito!"
"Quello finanziario è un mondo affascinante e spietato, ma ricordati: oltre alle competenze tecniche che vanno sempre aggiornate, occorrono intuito e un'attenta, profonda conoscenza del materiale umano; se hai la tecnica ma difetti del resto, prima o poi ti bruci."
"Tu ti sei bruciato?"
"Naufragato! Direi che è la parola più adatta, ma come vedi mi sono rialzato."
"Lo vedo eccome! Se ne hai voglia ascolto volentieri la tua storia!"
"Tutto ha un prezzo!"
"Cosa intendi?"
"Dammi un bacio vero ed io ti racconto, per ogni bacio, un anno della mia vita!"
"Ci sto! Se prima ti sciacqui la bocca con almeno un litro di collutorio... sai, con tutto quello che hai bevuto oggi, mi farebbe un po' senso!"
"L'avrei comunque fatto anche se non lo chiedevi, caro!"
"Poi ho un'altra richiesta: 100 sacchi per ogni bacio."
"Ma sei una sanguisuga: considerato che ho quasi 47 anni, mi viene a costare quasi una cinquina questo gioco!"
"Tutto ha un prezzo! Sono un eccellente ascoltatore, non è forse questo ciò cui ambisci davvero, qualcuno che ti ascolta sul serio e ti riconosce?"
"Sai una cosa? Penso che hai tutte le carte in regola per fare tanta, ma proprio tanta strada! Affare fatto: l'anno da raccontare però lo decido io in modo casuale."
"No! È più divertente se facciamo così: prendiamo una boule, prepariamo un bigliettino per ogni anno ed estraggo io a sorte."
"Ok il bacio, vero con la lingua e di almeno un minuto, prima dell'estrazione."
"Anche tu ad astuzia stai messo bene. Comunque dai, affare fatto!"

Tende la mano per stringerla; la schivo e con la mia gli afferro invece il fantastico membro ancora turgido anche se ormai a riposo.
"Eh no, caro: in un caso simile ci vuole una stretta di cazzo, non una stretta di mano! Parleremo anche di cose intime!"
David scoppia a ridere e risponde alla stretta cazzuta con una, fin troppo energica, trazione.
"Ahia! Mi fai male! Comunque si sta facendo tardi e devo 'ricevere' ancora il povero Rob."
"Ma come, mi lasci così a bocca asciutta?"
Allungo la mano verso il comodino per allungargli un giallone.
"Non ho il resto."
"Tranquillo, è tutto tuo! Ma non andare al risparmio: prendi una bella boule e prepara bene i bigliettini."
"Ma grazie!"
Si riveste e prima di andarsene mi stampa un bacio sulla guancia.
"Consideralo un anticipo!"
Ci salutiamo sorridenti. "Cerca Rob e fallo venire qui!"
"Ok!"
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